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Se il tatuaggio non piace più

ultimo aggiornamento 1/7/2017 4:56:29 PM

La rimozione dei tatuaggi con il Laser Q-Switched RevLite

Particolare del Revlite
Avere un' immagine tatuata sulla pelle è ormai diventata una moda ed un numero sempre maggiore di persone decide di farsi imprimere sulla cute, per sempre, un disegno da mostrare a parenti ed amici. L'arte del tatuaggio è molto antica e pare che le sue origini risalgano addirittura all'Età della pietra (12000°a.c.). Originariamente vennero utilizzati come strumenti di seduzione ma anche come simboli di nobiltà e coraggio. Sappiamo poi come la storia di questa pratica abbia avuto alti e bassi, essendo stata nel tempo proibita o considerata espressione artistica al pari della pittura. Il fatto che queste pratica abbia origini così remote, ha suggerito l'idea che il tatuaggio rappresenti una risposta a un bisogno umano innato. Alcuni studi infatti mostrano che tra tutti i possibili motivi per farsi tatuare, è centrale e predominante la ricerca della propria identità. La pelle funziona come una tela per ritrarre affermazioni di individualità, sessualità, appartenenza, noia e rabbia.
Ma il boom dei tatuaggi scoppiato intorno alla metà degli anni 90 in tutto il mondo, ha portato a superare il significato psicologico di questa pratica. Ormai ci si fa tatuare per moda e non tanto per dare risposta a precise esigenze interiori. Infatti l'età media delle persone che ricorrono a questa pratica è salita dai 18 (età critica per la ricerca della propria identità) ai 30 anni. Si calcola che circa il 15% degli adulti degli Stati Uniti (oltre 10  milioni di persone) siano tatuate, mentre in Italia  negli ultimi anni sono triplicati i posti in cui si pratica la cosiddetta body art. Ma recenti sondaggi mostrano come  molte persone tatuate riferisca problemi legati ad avere un disegno permanente sulla pelle e come circa il 30% stia pensando alla sua rimozione. Infatti sotto l'influenza della moda dilagante si può essere portati a compiere un gesto, senza esserne interiormente convinti. Capita allora che dopo poco tempo il tatuaggio perda il suo significato simbolico, rappresentando per la persona solo una macchia ingombrante. Questo fatto non deve sorprendere se si pensa che perfino mummie egiziane risalenti al 4000°a.c., presentano rudimentali tentativi di rimozione dei tatuaggi.
Togliere un tatuaggio è stata, fino ad oggi, una impresa difficile da ottenere e con mediocri risultati estetici. Infatti le metodiche fin qui utilizzate dalla dermoabrasione alla crioterapia, dalla salabrasione ai peeling chimici, dalla chirurgia plastica sino ai laser di uso chirurgico (Laser CO2, Erbium:Yag) hanno dato risultati deludenti. Si tratta infatti di tecniche aspecifiche che insieme al colore danneggiano la cute sana con conseguente alta incidenza di effetti collaterali (cicatrici, modifiche di colore). Fortunatamente la tecnologia  avanza e il problema della rimozione dei tatuaggi può essere oggi  risolto, grazie all'avvento di nuovi sistemi Laser. Sono stati infatti ideati e costruiti strumenti particolari in grado di eliminare in modo selettivo i pigmenti inseriti nella pelle. La sorgente utilizzata da più tempo e che garantisce maggiore efficacia e sicurezza è il laser Q-switched Nd:Yag Doubled Frequency *, di cui è adesso disponibile una nuova versione (Revlite) ancora più sofisticata dei precedenti modelli. Questo laser emette quattro raggi di 1064, 532, 650 e 585 nm di lunghezza d'onda che vengono rilasciati sottoforma di impulsi di brevissima durata ed alta potenza. Il raggio di luce riesce così ad attraversare la cute senza ferirla, colpendo in modo selettivo il pigmento che forma il tatuaggio. Questo porta ad una esplosione e frammentazione microscopica del colore, che viene poi gradualmente rimosso dalle cellule della pelle; tutto questo senza danneggiare o ferire la cute.  Il numero di sedute necessarie ad eliminare un tatuaggio e la possibilità di rimozione completa o parziale, dipendono da numerosi fattori quali: quantità, tipo e colore dell' inchiostro utilizzato, profondità di iniezione del pigmento, sede anatomica e età del tatuaggio. Ad esempio i tatuaggi più vecchi necessitano di meno sedute rispetto a quelli recenti poiché il colore è già stato parzialmente riassorbito dalle cellule "spazzine" della cute. Ed ancora i tatuaggi cosmetici (sopracciglia, labbra) scompaiono prima di quelli tribali, mentre i tatuaggi amatoriali e/o traumatici (ad esempio quelli causati dai frammenti di asfalto penetrati nella pelle dopo un incidente) richiedono meno sedute di quelli professionali. Esistono perciò molte variabili, spesso difficili da conoscere (soprattutto le notizie riguardanti le caratteristiche chimiche dei colori usati), che rendono arduo stabilire con precisione il numero totale delle sedute ed l'entità dello schiarimento finale.  Nella maggior parte dei casi si ottiene una scomparsa completa del tatuaggio, ma bisogna sapere che nel mondo vengono utilizzati più di 1000 differenti tipi di inchiostro. Non potendo sapere di quale sostanza chimica si tratti, è praticamente impossibile per il dermatologo prevedere con certezza il risultato finale di qualunque tatuaggio. L'estrema efficacia e sicurezza del Laser Q-switched Nd:YAG Doubled - Frequency, l'assenza di ferite e di esiti cicatriziali, consentono però di effettuare trattamenti periodici fino ad ottenere lo schiarimento desiderato. 

In conclusione se avete deciso di farvi un tatuaggio valutate sempre bene la decisione, perché oggi avete dei sentimenti che potrebbero non esserci fra pochi anni; il tatuaggio perderebbe allora significato, rappresentando solo una macchia fastidiosa. Ma nel caso in cui ci ripensiate e vogliate toglierlo non vi demoralizzate perché oggigiorno la tecnologia laser viene in aiuto, consentendo di risolvere  il problema nella maggioranza dei casi.        
* ·       Gorouhi F, Davari P, Kashami mn et al. Treatment of traumatic tattoo with the Q-switched Nd:YAG laser. J Cosmet Laser Ther.2007 Dec;9(4):253-5.   ·       Grognard C. Pigmentary lasers and other polychromatic implements . Ann Dermatol Venereol. 2008 Feb;135 Suppl3:S205-7.   ·       Bernstein EF. Laser treatment of tattoos. Clin Dermatol. 2006 Jan-Feb;24(1):43-55. Review.    
 
 
Dott. BELLINI Maurizio
Specialista in Dermatologia
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