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Quelle fastidiose macchie rosse sulla pelle

ultimo aggiornamento 1/7/2017 4:59:55 PM

Le lesioni vascolari cutanee. Adesso è possibili eliminarle in sicurezza con i nuovi Laser Vascolari.

Particolare dell
Purtroppo l'estate sta volgendo al termine e l'abbtronzatura faticosamente conquistata sulle spiagge, inizia a scomparire. La pelle torna al suo normale colore ed è più facile osservarne eventuali cambiamenti o imperfezioni. E' possibile allora notare la comparsa, al volto e/o sul corpo, di lesioni di colore rosso più o meno estese, rilevate e numerose che prima non avevamo osservato, forse perchè cammuffate dall'abbronzatura. Con grande probabilità si tratta di nuove lesioni vascolari cutanee che possono insorgere improvvisamente  con quadri clinici diversi. Ad esempio possono comparire striature lineari più o meno estese e diramate (teleangectasie, tipiche quelle del volto e delle gambe), punti di colore rosso acceso circondati da piccole ramificazioni (angiomi stellati), lesioni rosse rotondeggianti e rilevate (angiomi rubino) o neoformazioni rosso-brunastre pianeggianti o in rilievo spesso presenti fin dall'infanzia (angiomi piani). Le lesioni vascolari si localizzano a livello del volto (guance, fronte, ala ed apice del naso), del tronco e degli arti inferiori ma tutta la pelle può esserne interessata. Sono lesioni benigne provocate da una eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni localizzati nella parte superficiale della cute. Le cause sono molteplici, da una predisposizione genetica (spesso c'è una familiarità per disturbi vascolari) a fattori ormonali, come nel caso dei capillari e degli angiomi rubino che compaiono in modo eruttivo durante la gravidanza e/o in seguito all'assunzione della pillola. Altre possibili elementi favorenti sono un' eccessiva esposizione solare e un uso improprio di lampade abbronzanti. Infatti la pelle ha come una "memoria" che consente di ricordare i danni subiti manifestando, a distanza di tempo, la comparsa di macchie, rughe e lesioni vascolari. Anche il fumo, alcuni trattamenti estetici e talora patologie epatiche possono favorire l'improvvisa comparsa di capillari e angiomi. Le lesioni vascolari cutanee pur non essendo pericolose rappresentano un inestetismo evidente e talora difficile da mascherare. I trattamenti finora impiegati per la loro rimozione, dalla diatermocoagulazione alla crioterapia sino ai primi laser di uso chirurgico,  hanno dato risultati alterni. Sono infatti terapie aspecifiche che, insieme al vaso dilatato, rischiano di danneggiare anche la cute sana soprastante, con conseguente rischio di effetti collaterali (cicatrici, macchie). Fortunatamente questo problema è stato superato con l'avvento di nuovi sistemi Laser, in grado di eliminare in modo selettivo i vasi sanguigni. Infatti attualmente è possibile utilizzare sorgenti differenti, a seconda del tipo di lesione vascolare da eliminare. Ad esempio in presenza di angiomi piani del volto e/o del tronco il sistema laser più adatto ed efficace è il Pulsed Dye Laser, di cui sono adesso disponibli versioni molto avanzate ed efficaci. Questi nuovi laser emettono un raggio di 585-595 nm di lunghezza d'onda con  una durata di impulso variabile da 0.45 a 40 msec, attraverso manipoli di grande dimensioni (10-12 mm) forniti di particolari sistemi di raffreddamento cutaneo. Queste caratteristiche tecniche consentono di danneggiare solo la struttura vascolare dell'angioma che viene così gradualmente rimosso senza esiti cicatriziali, con risultati clinici molto buoni *.  Al contrario in presenza di capillari del volto e/o delle gambe lo strumento più indicato è il laser Nd:YAG a impulso lungo, che emette un raggio di 1064 nm di lunghezza d'onda attraverso impulsi di lunga durata (msec); queste caratteristiche tecniche consentono di eliminare in modo specifico le telangectasie cutanee**. Durante la seduta il raggio, rilasciato da un apposito manipolo associato ad un sistema di raffreddamento cutaneo, viene mosso lungo il decorso della lesione vascolare, che è così sigillata senza danneggiare la cute. Nella maggior parte dei casi il trattamento è indolore o si avverte una lieve fastidio, paragonabile ad un colpo di elastico sulla pelle. Subito dopo la seduta la cute si presenta arrossata e talora compaiono piccoli rilievi lungo il tragitto del vaso (simili a punture di insetto), che si risolvono nel giro di 1-2 giorni. Talvolta, quando si trattano lesioni vascolari più voluminose, si possono formare piccoli ematomi di colore bluastro e/o crosticine superficiali che regrediscono, senza esiti,  nell'arco di qualche giorno. La terapia post-operatoria è semplice e consiste nell'applicare una crema antinfiammatoria e una protezione solare per alcuni mesi. Il numero delle sedute, che durano pochi minuti e sono ambulatoriali, dipende dalla quantità e dimensione delle lesioni vascolari. I capillari più sottili e gli angiomi più piccoli, scompaiono generalmente con un solo trattamento, invece se sono presenti lesioni più grandi e numerose, possono essere necessarie fino a due - tre sedute distanziate fra loro di 30 giorni.  È chiaro che il laser , pur eliminando in modo selettivo i vasi sanguigni, non può modificare la predisposizione genetica a fare nuove lesioni; non si può perciò escludere la comparsa, a distanza di tempo, di nuove formazioni vascolari. L'estrema efficacia clinica, sicurezza e tollerabilità dei nuovi laser  consentono però di effettuare trattamenti periodici, così da non avere mai lesioni vascolari presenti. 

    * -      Pulsed dye laser for port wien stains: CordoroKM, Friedens LS. J Am Acad Dermatol.2010 Jun,62(6):1065-6. -      The pulsed dye laser for treatment of cutaneous conditions. Bernstein ET. G Ital Dermatol Vnereol.2009 Oct;144(5):557-72.     ** -      Clinical experience in the treatment of different vascular lesions using a neodymium-doped yttrium aluminium garnet laser. Civas E, Koc E, Aksoi B et al. Dermatol Surg.2009 Dec;35(12):1933-41 -      Long Pulsed ND:YAG laser for the treatment of leg veins in 40 patietns with assessments at 6 and 12 months. Trelles MA, Allones I, Martin Vazques MJ et al. Lasers Surg Med.2004;35(1):68-76. 
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